Home Page » Attivita' » Campagne » Gioco d'azzardo e ludopatia 
 Materiali (.pdf):
- Articolo Italia Caritas (febbraio 2017) 
- Dispensa "sLottiamo contro l'azzardo" della Caritas diocesana di Roma
- Articolo Italia Caritas (ottobre 2016)
 
Iniziative:
Giovedì 20 Ottobre 2016
Gioco d'azzardo e ludopatia   versione testuale
In Italia è ormai evidente da anni una nuova dipendenza legata al gioco d'azzardo. I dati ci parlano di una spesa di circa ottantacinque miliardi di euro annui solo per il gioco legale, escluso quindi quello illegale e il gioco online.  I problemi creati dalla “ludopatia” non sono solo quelli economici e finanziari e influiscono spesso sul complesso sistema di relazioni della vita quotidiana. Il tarlo del gioco penetra subdolamente nella vita della persona, in quanto vi sono opportunità dappertutto e il gioco è largamente diffuso e accettato, e perfino massicciamente pubblicizzato, in una sorta di schizofrenia in cui lo Stato da un lato invita al gioco e ne incassa parte dei proventi, dall’altro spende denaro pubblico per “disintossicare” i giocatori compulsivi.
 
Il gioco patologico, inoltre, non travolge il solo giocatore, ma coinvolge tutto l’insieme delle sue relazioni: la famiglia, le amicizie, il lavoro. Non sembra ci sia la giusta percezione della gravità del problema: il giocatore non è come l’alcolista o il tossicodipendente, che sente sul suo corpo gli effetti del proprio vizio; il gioco d’azzardo non riceve lo stesso stigma sociale, come se non fosse altrettanto socialmente nefasto.
 
Una ventina, da nord a sud, sono le Caritas diocesane impegnate in tutta Italia a contrastare il dilagare della pratica dell’azzardo. Si opera per la presa in carico dei giocatori patologici e delle loro famiglie. Ma soprattutto per la prevenzione, mirata in particolare a giovani e minori. Sensibilizzazione e informazione sull’argomento sono ancora troppo scarse, mentre sempre più esplicite sono le richieste di aiuto pervenute, in questi anni, spesso tramite familiari, anche ai centri d’ascolto Caritas. Le richieste sono spesso per contributi economici, per situazioni legate al fenomeno dell’usura, cui troppo frequentemente il gioco patologico conduce; la richiesta di aiuto è invece presentata direttamente dal giocatore per un aiuto globale solo in una minoranza di casi.
 
Tutte le Caritas operanti partono dalla lettura del territorio, che non è solo una lettura dei bisogni, ma anche delle risorse. Tale ricognizione evidenzia, intanto, un aumento esponenziale dei luoghi dove è possibile “giocare”. L’analisi dei dati delle persone incontrate conferma che tra coloro che hanno sviluppato una dipendenza, numerosi sono quelli che hanno iniziato a giocare in età precoce. Altra caratteristica evidenziata è la comorbilità: spesso, oltre alla patologia legata al gioco d’azzardo, le persone risultano infatti affette da altre dipendenze, per esempio quella da internet, o lo shopping compulsivo…
 
La lettura delle risorse ha invece lo scopo – perseguito da tutte le Caritas impegnate – di costruire una rete di coordinamento delle azioni che si inyendono promuovere e realizzare. Gli organismi che compongono la rete sono, oltre a Caritas, i Sert-Serd, che sempre più numerosi hanno istituito équipe dedicate a questa patologia, le Asl, le parrocchie, le associazioni, gli organismi del terzo settore. Ogni azione, proposta e percorso andrebbero organizzate all’interno della rete, garantendo così la non sovrapposizione degli interventi e la valorizzazione delle specificità e delle competenze.
 
Le azioni messe in campo dalle Caritas diocesane sono guidate da alcuni principi: si offrono ascolto competente, accoglienza, sostegno (anche economico), ma all’interno di una presa in carico globale, che riguarda non solo la persona ma l’intera famiglia; la persona viene inoltre sostenuta all’interno di un progetto individualizzato, che è un percorso di riacquisizione di sé e della propria dignità, e che prevede interventi psicoeducativi. I filoni in cui l’attività si delinea sono prevalentemente due: oltre alla presa in carico, anche la prevenzione. Progetti di presa in carico sono avviati in particolare in territori dove i servizi sociali pubblici non sono ancora attivi e includono anche percorsi di rieducazione a una corretta gestione delle risorse economiche.
 
L’ambito in cui tutte le Caritas coinvolte sono impegnate è certamente la prevenzione; per alcuni la scelta è sensibilizzare in modo specifico ragazzi e giovani. Ne consegue un grosso impegno all’interno di scuole, oratori, parrocchie: utilizzando storie di vita, video e incontri formativi, si prova a offrire un differente modello di vita, per contrastare le stimolazioni (pubblicitarie e non solo) che presentano l’azzardo come opportunità. L’attenzione ai giovani è certamente prioritaria, ma le iniziative sono diversificate, poiché molteplici sono le persone a rischio; grande attenzione è anche rivolta al mondo degli anziani, perché proposte di attività e momenti di sana aggregazione possono allontanarli da occasioni e luoghi che, non percepiti come pericolosi e frequentati per contrastare la solitudine, diventano anticamera di una dipendenza. Importante quindi è continuare a informare rispetto ai rischi del gioco d’azzardo, superare la superficialità e l’indifferenza nei confronti del fenomeno, riportare informazioni corrette rispetto alle opportunità di vincite, illustrare come la costruzione di determinati ambienti sia funzionale a far perdere la consapevolezza di quanto si sta facendo. Importante è anche accrescere la cultura della prevenzione, della promozione della salute. E continuare a organizzare servizi e fornire risposte di cura, al tempo stesso valorizzando e costruendo spazi di giochi attivi e relazionali, dove il gioco possa svolgere la sua reale funzione di stimolo al benessere e alla crescita.
 
Caritas Italiana nell'ottobre 2016, insieme al Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha indetto un Concorso Fotografico Nazionale dal titolo “La mia vita non è un gioco”. L’elemento centrale di questa proposta è far capire ai ragazzi e alle famiglie che il gioco, quello sano, è parte fondamentale della vita, ma anche che un progetto di vita non può basarsi sull’azzardo ma va costruito giorno per giorno con responsabilità, sapendo discernere tra scelte di spesa sicure e il tentare la sorte.