Promozione umana e solidarietà sociale
Minori Il lavoro con i minori si concentra soprattutto sull'accompagnamento dei progetti sul territorio sostenuti grazie ai fondi dell'8xmille. Particolarmente rilevante è la partecipazione al tavolo di lavoro sui minori promosso da Save the Children. La collaborazione alla redazione del Rapporto 2007 su "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia", ha visto la Caritas Italiana impegnata soprattutto nell'elaborazione di riflessioni e materiali sui temi "minori e povertà". Caritas Italiana si è inoltre recentemente impegnata nell'organizzazione della giornata studio svoltasi a marzo 2006: "Quale diritto del minore all'identità: le raccomandazioni del comitato Onu e la legislazione italiana". È del 2005 il Rapporto Caritas-Unicef "Uscire dall'invisibilità. Bambini e adolescenti di origine straniera in Italia".
torna su
Progetto Aree metropolitane Il progetto Aree metropolitane, attivo dal 2005, indaga i fenomeni che interessano le aree metropolitane italiane e, in particolare, lo stato delle periferie delle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Nel 2006 si sono concluse le attività di ricerca sul campo da parte dell'equipe mista di ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e delle dieci Caritas diocesane coinvolte nel progetto. Nel maggio 2007 è stato pubblicato un Rapporto nazionale, "La città abbandonata. Dove sono e come cambiano le periferie italiane" e dieci rapporti locali. Nei dieci quartieri coinvolti, è stata attivata la progettazione da parte delle Caritas diocesane, di opere segno capaci di coinvolgere le persone che lì vivono e di attivare percorsi di possibile cambiamento. Con i direttori delle dieci Caritas si è avviato anche un percorso di riflessione teologico-pastorale.
torna su
Progetto Equal: giovani e lavoro Il progetto europeo Equal è denominato "Extreme - sperimentazione di percorsi di inserimento per soggetti in condizioni di disagio estremo". Lo scopo dell'intervento consiste, infatti, nel promuovere percorsi sulle seguenti aree di bisogno: immigrazione, disabilità fisica e psichica, tossicodipendenza, grave emarginazione, post detenzione, disoccupazione. Il progetto è elaborato in collaborazione con Cna, Epasa, Ecipa, Cnca, Prometeo sas, Cenasca Cisl. Il suo punto di forza sta nell'individuazione di soluzioni a sostegno dell'occupabilità tanto più innovative quanto più centrate sulla personalizzazione e sull'accompagnamento nei percorsi di inserimento lavorativo. Il progetto si articola in cinque stadi. Il primo di essi è di diretta competenza di Caritas Italiana ed è incentrato su attività di ricerca sulla povertà nei cinque contesti territoriali coinvolti nel progetto (Arezzo, Cassino, Iglesias, Torino, Trani). Gli obiettivi:
- creare le condizioni per l'inserimento o il reinserimento lavorativo dei soggetti più deboli, attraverso un'analisi approfondita dei fenomeni di nuova povertà e delle relazioni di causa ed effetto che la inducono;
- individuare strategie di inclusione socio-occupazionale in persone che esprimono forme estreme di disagio e di marginalità;
- gestire interventi di inserimento lavorativo dei soggetti più vulnerabili, fondati sull'adozione di approcci flessibili, integrati e personalizzabili in collaborazione con i partner aderenti al progetto.
Nel mese di luglio 2006 è stato presentato un primo Rapporto delle attività del progetto. A settembre 2006, ha preso avvio la fase successiva dedicata alla selezione dei destinatari dei percorsi di inserimento lavorativo. Ad aprile 2007 sono iniziati, nella maggior parte delle realtà, i tirocini formativi.
torna su
Progetto Policoro L'impegno delle Caritas diocesane e delle delegazioni regionali nel progetto Policoro si presenta come un percorso di progressiva presa in carico dei suoi più reali ed autentici obiettivi pastorali e promozionali. La caratteristica principale del progetto, che si rivolge alle diocesi delle regioni meridionali, è quella di esprimere in un contesto di pastorale integrata, attraverso l'esperienza ed il servizio di un giovane testimone, un movimento di evangelizzazione dei giovani che si trovano alle prese con l'accesso alla vita adulta ed al mondo del lavoro. Gli obiettivi:
- il supporto all'impegno delle Caritas diocesane e delle delegazioni regionali coinvolte nel progetto;
- il consolidamento dell'esperienza Caritas di accompagnamento dei giovani testimoni che svolgono il ruolo di animatori di comunità;
- la valorizzazione delle iniziative di promozione del lavoro legale evangelicamente orientato, per giovani con difficoltà nell'inserimento lavorativo;
- la presenza di testimonianza e informazione all'interno di grandi eventi della Chiesa Italiana e della società civile.
torna su
Salute mentale Il lavoro che viene svolto è di accompagnamento e sostegno delle singole realtà diocesane impegnate in questo ambito. L'impegno interessa anche la realtà degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), soprattutto all'interno dello specifico tavolo di lavoro, attivato nel 2003; si riflette in modo particolare su come tutelare i diritti di quanti vivono in Opg monitorando l'attuale avvio di superamento degli stessi. Caritas Italiana è presente nei differenti territori attraverso iniziative di sensibilizzazione e di promozione dei progetti finanziati con i fondi 8Xmille Cei. Sempre presente la voce di Caritas Italiana in occasioni come la giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre). Caritas Italiana è membro della Consulta delle associazioni per la salute mentale presso il ministero della Salute. »» Vai al tema salute e sofferenza mentale
torna su
Solidarietà familiare La sperimentazione di forme concrete di solidarietà all'interno dei contesti familiari, costituisce il nucleo del progetto "Famiglie solidali" nato nel 2001-2002. Tale progetto ha visto coinvolti sei territori: Cuneo, Pistoia, San Benedetto del Tronto, Lecce, Reggio Calabria, Palermo. Nel 2006, a progetto ormai concluso, le Diocesi hanno lavorato alla stesura di un resoconto dettagliato dell'esperienza condotta, mettendo in luce aspetti relativi agli sviluppi del progetto, alle modifiche in itinere, alle difficoltà incontrate, alle risorse coinvolte. Si prevede di produrre, sulla base delle indicazioni desunte dai contributi diocesani, un Rapporto finale di presentazione del progetto a partire dagli intenti originari e dalle sue varie declinazioni locali, in cui porre in risalto il valore della sperimentazione condotta e la sua replicabilità.
torna su
Volontariato L'impegno di sostegno al volontariato comporta una particolare attenzione all'attuale assetto dei rapporti fra le istituzioni dello Stato e le organizzazioni del volontariato. È in atto un percorso di revisione della legge quadro 266/91. Per questa ragione si sta sviluppando un'azione di monitoraggio in merito in collaborazione con la Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Con particolare attenzione alla dimensione pedagogica del volontariato, Caritas Italiana persegue i seguenti obiettivi:
- coordinamento nazionale del volontariato di ispirazione cristiana;
- partecipazione all'Osservatorio nazionale del volontariato (ministero Welfare);
- promozione del progetto nazionale Ceas (scuola-volontariato) per una cittadinanza europea attiva e solidale.
Molto consistente è l'impegno del volontariato nella programmazione annuale delle Diocesi, anche attraverso i progetti finanziati con l'8xmille Italia.
torna su
Politiche sociali in Italia e in Europa Il tavolo di lavoro "politiche sociali", composto prevalentemente da operatori delle Caritas diocesane, svolge una attenta azione di lettura, analisi e commento dei principali avvenimenti italiani ed europei sul fronte della legislazione sociale. Un lavoro pensato a partire dall'azione quotidiana svolta dalle Caritas in Italia che ha avuto come obiettivo la promozione di momenti di sensibilizzazione a tutti i livelli. In Europa Caritas Italiana partecipa alla Commissione politiche sociali di Caritas Europa, a numerosi progetti (Equal, Concept, Eapn) e collabora con l'organo di coordinamento delle Conferenze episcopali europee per riorientare pastoralmente l'azione delle Caritas in Europa . »» Vai al tema Politiche sociali
torna su
Immigrazione Dal 1995 Caritas Italiana si è dotata di un Ufficio Immigrazione la cui finalità è stata sin dall'inizio di sollecitare e promuovere le Caritas diocesane affinché non rimanessero ostaggio della continua emergenza e di una preponderante logica securitaria. La necessità di comprendere un fenomeno complesso e mutevole come l'immigrazione, ha portato la Caritas Italiana a prestare particolare attenzione ad alcune specifiche realtà emergenti come la tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e l'odissea dei richiedenti asilo. Sono state inoltre sperimentate, in alcune regioni, buone prassi riguardanti la reciproca integrazione tra popolazioni residenti nello stesso territorio. Caritas Italiana partecipa alla Migration Commission di Caritas Europa (da segnalare la collaborazione con Caritas Europa per l'elaborazione del terzo Rapporto sulle povertà, il cui focus è stato proprio l'immigrazione), al Comitato italiano per i diritti dei migranti sorto per sollecitare da parte dell'Italia la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, al gruppo nazionale di lavoro per gli alunni stranieri presso il Dipartimento per l'istruzione del ministero Pubblica istruzione. »» Vai al tema immigrazione
torna su
Coordinamento immigrazione Il Coordinamento nazionale immigrazione nasce per assicurare una condivisione delle esperienze vissute dalle Caritas diocesane a livello territoriale. In ogni regione ecclesiastica il Coordinamento ha un suo rappresentante. Il confronto tra i referenti regionali consente uno scambio di buone prassi ed eventuali conseguenti azioni di lobbying sulle istituzioni nazionali preposte alla gestione del fenomeno migratorio. Nel Coordinamento vengono discussi temi come l'inserimento socio-economico dei migranti nella società di accoglienza, la loro partecipazione politica, il dialogo interreligioso. Ma anche questioni contingenti che meritano specifica attenzione da parte di chi è quotidianamente impegnato nel settore (decreto flussi, nuove procedure per il rinnovo dei documenti di soggiorno ecc.). Nell'ambito degli incontri del Coordinamento si è, ad esempio, provveduto all'elaborazione di un documento contenente proposte di riforma della legge sull'immigrazione inviato ai Ministeri competenti. Attualmente è in atto una riflessione sull'integrazione degli immigrati nel nostro paese. Scopo della riflessione: giungere alla stesura di un testo per le Caritas diocesane che definisca un posizionamento comune su questo tema così complesso. » Vai al tema immigrazione
torna su
Coordinamento asilo Aderiscono al Coordinamento nazionale asilo 45 Caritas diocesane, in rappresentanza di 16 regioni. Finalità precipua del Coordinamento è costruire e consolidare una rete di Caritas diocesane, impegnate nel settore dell'asilo, collegandole ove possibile al Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Nel gennaio 2006 è stata costituita una Rete legale, che ha permesso di mettere in connessione le risorse presenti sul territorio. Oggi ne fanno parte 24 avvocati/consulenti, in rappresentanza di 19 diocesi. Questa attività ha consentito alla Caritas di ottenere anche riconoscimenti in sede nazionale da parte dell'Ufficio Onu per i rifugiati (Unhcr) e del ministero dell'Interno. Il Coordinamento riserva grande attenzione ai momenti formativi, sia specialistici che destinati a un pubblico più ampio di operatori (giornalisti, studenti universitari,...), e alle attività di sensibilizzazione in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno). »» Vai al tema immigrazione
torna su
Coordinamento contro la tratta Dal 1995 l'Ufficio immigrazione di Caritas Italiana cura il Coordinamento contro la tratta, costituito dal Gruppo Abele, la Federazione delle Religiose d'Italia (Usmi) e quella internazionale (Uisg), la Conferenza dei Religiosi (Cism), la Fondazione Migrantes e diverse Caritas diocesane. È stato messo in atto un programma di interventi allo scopo di:
- sostenere i servizi nella capacità di intervenire a favore delle persone vittime di tratta;
- sollecitare una corretta applicazione delle norme vigenti a favore delle vittime di tratta, attraverso contatti diretti a livello nazionale e locale con le istituzioni preposte;
- avviare iniziative di sensibilizzazione della società sul tema della tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, con particolare attenzione ai giovani in quanto potenziali "clienti" della prostituzione. Sono state monitorate alcune esperienze locali di carattere educativo con l'intento di elaborare delle proposte a più ampio raggio, nelle quali coinvolgere le agenzie educative del territorio (scuola, movimenti, associazioni).
»» Vai al tema immigrazione
torna su
Dossier Statistico Immigrazione Il Dossier fa capo a un Comitato di presidenza composto da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Caritas diocesana di Roma. Le attività svolte sono molteplici:
redazione del rapporto annuale (il prossimo Dossier Statistico Immigrazione, giunto alla XVII edizione, verrà presentato il 30 ottobre 2007);
- impegno di sensibilizzazione e formazione, con circa 250 interventi l'anno;
- cura di pubblicazioni sulla mobilità umana come il Rapporto Italiani nel mondo (presentazione 4 ottobre 2007) e l'Osservatorio romano sulle migrazioni (presentazione fine 2007);
funzione di supporto a strutture pubbliche nello studio del fenomeno migratorio (nei confronti del ministero dell'Interno nell'ambito del progetto comunitario European Migration Network, del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, dell'Inps, del Cnel e diversi enti locali). »» Vai al tema immigrazione
torna su
Servizio civile
Il nuovo servizio civile in Italia Nel 2006, primo anno di servizio civile solo "volontario", hanno avviato il servizio civile presso le Caritas diocesane 1.143 giovani: 431 al Nord, 250 al Centro e 462 al Sud. Inoltre, sono stati coinvolti sei giovani nel progetto nazionale in collaborazione con l'Azione Cattolica Italiana. L'impiego dei giovani in servizio civile è stato prevalentemente nel campo dei servizi sociali, della prevenzione e del reinserimento, dell'assistenza socio-sanitaria, dell'educazione, della tutela dei diritti e della cittadinanza, con l'obiettivo di rafforzare le reti locali di solidarietà e promuovere una cultura della pace e della nonviolenza. La Caritas dedica particolare cura all'inserimento dei giovani, offrendo loro un percorso di orientamento prima dell'inizio servizio. Il progetto prevede un colloquio personale, momenti formativi e un tirocinio. In alcune realtà locali è prevista anche l'esperienza della vita comunitaria. »» Vai al tema servizio civile
torna su
Progetto caschi bianchi e servizio civile all'estero Il progetto caschi bianchi prevede l'invio all'estero, all'interno di programmi di solidarietà internazionale della Caritas Italiana, di giovani in servizio civile. L'obiettivo è favorire, nelle comunità accoglienti e in quelle di provenienza dei giovani, una cultura di pace e di solidarietà e promuovere la tutela dei diritti. La durata del servizio civile in qualità di casco bianco riguarda un periodo effettivo all'estero non inferiore ai 9 mesi ed un impegno complessivo non inferiore ai 12 mesi. Il progetto è promosso insieme al Servizio nazionale per la pastorale giovanile e all'Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria fra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana ed in collaborazione con Associazione Papa Giovanni XXIII, Gavci e Volontari nel Mondo-Focsiv. Dal 2001, anno di avvio del progetto, sono partiti 101 caschi bianchi della Caritas Italiana. I paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bosnia-Erzegovina, Burundi, Guatemala, Honduras, Kenya, Kosovo, Macedonia, Mozambico, Rwanda, Sri Lanka. Tra gli ambiti di impiego: microcredito, minori di strada, tutela dei diritti delle popolazioni indigene, integrazione multietnica, educazione alla pace. Oltre al progetto caschi bianchi della Caritas Italiana, vanno segnalati anche i progetti di servizio civile all'estero di diverse Caritas diocesane nel campo dell'educazione, la tutela dei diritti, la cooperazione tra Chiese, lo sviluppo socio-economico, la promozione della pace. Complessivamente i giovani impiegati dal 2001 al 2006 nei progetti di servizio civile all'estero di Caritas Italiana e delle Caritas diocesane sono stati 248. »» Vai al tema servizio civile
torna su
Emergenze nazionali e responsabilità per l'ambiente La Caritas Italiana affronta la tematica della salvaguardia del Creato a partire dal proprio vissuto durante e dopo situazioni di pubblica calamità in Italia e nel mondo. La tutela dell'ambiente viene vissuta nella sua "prevalente funzione pedagogica", intesa come vicinanza e accompagnamento a chi perde i beni essenziali, unite al lavoro di prevenzione per la tutela dei beni essenziali della vita della persona e del creato (terra, acqua, autoprotezione, tutela del territorio). In questi ultimi anni Caritas Italiana ha introdotto la tematica della "responsabilità per il creato" in modo "integrale", collegandola al suo mandato specifico e proponendone opportuni approfondimenti, sia di tipo pastorale che operativo. Nel 2004, a partire dalle suggestioni del Convegno "Responsabilità per l'ambiente: gesti di amore per il cielo e la terra", si è realizzato il Coordinamento emergenze e ambiente. Questi gli obiettivi: elaborare percorsi di riflessione e di lavoro in grado di promuovere nelle Caritas diocesane opportune risposte ai bisogni generati dalle problematiche ambientali e dalle emergenze; individuare proposte per attività di promozione e formazione nelle diocesi; favorire la relazione tra i componenti del coordinamento e i relativi delegati regionali, referenti regionali promozione umana ed educazione alla mondialità. Uno dei frutti del Coordinamento è il sussidio "È già futuro", uno strumento per aiutare i singoli e le comunità ad assumere una consapevolezza sempre più matura nei confronti dei problemi ambientali. »» Vai ai temi Ambiente e Emergenze - riabilitazione e sviluppo
torna su
Progetti 8xmille Italia
Caritas Italiana ogni anno costruisce e presenta alla Conferenza Episcopale Italiana dei progetti che le Caritas diocesane intendono realizzare sul territorio, al fine di promuovere esperienze e servizi segno di carità. Nella Carta pastorale di Caritas Italiana si ricorda come «la funzione pedagogica, centrale come intuizione nella filosofia dell'azione pastorale della Caritas, è di difficile attuazione» e si sottolinea la necessità di riscoprire «soprattutto una pedagogia dei fatti (dalle opere al loro risvolto esemplare ed educativo)» (n. 31). In questa linea della pedagogia dei fatti sono da inserire i progetti che Caritas Italiana intende presentare alla Cei, quale segno di risposta alle domande dei "piccoli", perché cresca la fraternità nelle nostre comunità. Caritas Italiana accompagna le Caritas diocesane in un percorso di discernimento dei bisogni, di progettazione mirata, condivisa all'interno di una rete territoriale da curare o avviare. L'impegno ha visto Caritas Italiana coinvolta nella valutazione e accompagnamento dei progetti presentati relativi al Bando 2005, aventi un'attenzione alle singole aree di povertà (ambiente, carcere, immigrati, minori, rifugiati, salute mentale, senza dimora, solidarietà familiare, tratta), al Bando 2006, focalizzati su un'attenzione unitaria e promozionale dei servizi ai poveri (inclusione sociale, lavoro, legalità, prevenzione, prossimità, territorio) e a quelli approvati e attivati nel 2007 che consolidano e proseguono quelli del 2005 e del 2006.
| Anno |
Progetti |
Caritas diocesane partecipanti |
Contributo richiesto |
| 2005 |
215 |
117 |
21.711.816 € |
| 2006 |
220 |
135 |
16.190.094 € |
| 2007 |
164 |
123 |
12.550.869 € |
torna su
Riguardo alla distribuzione territoriale delle richieste, circa il 40% sono giunti dalle Caritas dell'Italia settentrionale, il 27% dall'Italia centrale ed il restante 33% dalle Caritas dell'Italia meridionale. |